Mostra Fernando Botero
Fernando Botero
Fernando Botero è un celebre pittore e scultore colombiano, noto per la stilizzazione volumetrica di figure e oggetti. La sua opera spazia da soggetti come la vita quotidiana in Colombia a riferimenti storici dell'arte, come la Monna Lisa, fino alle denunce degli abusi di potere, tutti unificati dalle figure esageratamente rotonde tipiche di Botero. Questa stilizzazione, conosciuta come "Boterismo", è spesso interpretata come una critica sociale pungente, come nel caso de La famiglia presidenziale (1967). “Un artista è attratto da certi tipi di forme senza sapere perché,” rifletteva. “Si adotta una posizione in modo intuitivo, solo più tardi si tenta di razionalizzarla o persino giustificarla.”
Nato il 19 aprile 1932 a Medellín, in Colombia, Botero è cresciuto circondato dall'architettura coloniale spagnola e da reperti precolombiani. Inizialmente istruito come torero, abbandonò la professione dopo due anni per dedicarsi all'arte. All'inizio degli anni '50 viaggiò in Europa, dove copiò le opere di Francisco de Goya e Diego Velázquez al Museo del Prado di Madrid e studiò i dipinti di Paolo Uccello e Piero della Francesca in Italia. Nel 1960 si trasferì a New York, dove sperimentò i tratti gestuali dei pittori della New York School dell'epoca. Questa fase stilistica durò poco, e negli anni '70 Botero si stabilì nella tecnica per cui è oggi conosciuto. L'artista visse e lavorò tra Parigi, New York e la Toscana. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni come il Museum of Modern Art di New York, l'Art Institute di Chicago e il Museo Botero a Bogotá, dedicato a lui e al suo lavoro.
Mostra Botero - Via Crucis
Fernando Botero è uno dei grandi maestri della contemporaneità: pittore, scultore e disegnatore. Il suo stile inconfondibile lo ha collocato di diritto tra i più importanti artisti che portano avanti la tradizione pittorica nel XX e XXI secolo.
A ventiquattro anni Botero dipinge una natura morta con mandolino. In quell’occasione, per la prima volta, l’artista colombiano enfatizza uno degli elementi ritratti aumentandone le dimensioni come mai si era visto prima. Passa poco tempo perché lo stesso trattamento venga applicato anche ai corpi umani, oltre che agli oggetti, creando uno stile che è divenuto un vero e proprio marchio di fabbrica. Botero non dipinge corpi grassi ma, come lui stesso dichiara, dipinge volumi.
Da allora Botero costruisce mondi sensuali, popolati di personaggi ricchi di un piacere immenso e felice, attraverso quell’abbondanza tranquilla e suntuosa delle forme che trova la sua maturità verso la fine degli anni ‘70. Il suo lavoro si pone nel solco della grande tradizione pittorica occidentale, attraverso omaggi, reinvenzioni, citazioni ma anche nell’approccio formale e nelle tematiche. Tra i riferimenti che Botero interpreta in modo amplificativo – mai semplicemente imitativo – le opere di Paolo Uccello, Peter Paul Rubens, Diego Velázquez, Paul Cézanne e Pablo Picasso.
Botero è fondamentalmente un artista che pensa attraverso la pittura. Esistono molteplici livelli di lettura e interpretazione della sua opera. Questo aspetto del suo lavoro ricompare nella serie della Via Crucis, sessanta opere tra oli e disegni preparatori che mettono a nudo e svelano uno degli aspetti più intimi e privati del Maestro: il suo rapporto con l’eterno e la religione.
Via Crucis. La Passione di Cristo è un ciclo di opere realizzate da Fernando Botero tra il 2010 e il 2011. Nella serie, composta da 27 olii e 33 opere su carta, emerge la tematica religiosa, molto importante per il pittore. Tematica tra l’altro vicina al maestro sin dalla sua prima infanzia trascorsa in quella Colombia così ricca di immagini devozionali – tanto nell’ambito pubblico che in quello privato – e pratiche religiose profondamente radicate nella cultura e nell’iconografia.
I colori e le forme morbide – al tempo stesso tanto concrete – tipici dell’opera di Botero vengono però in questa serie attraversate da uno sconvolgimento in cui dolore e tragedia si mescolano, esaltando il linguaggio figurativo che caratterizza l’artista colombiano.
Queste opere, nelle quali il dramma fa la propria incursione, sono un’evoluzione ed un arricchimento del corpus di Botero. Il tono ironico che permea di solito le sue opere viene qui sostituito da quello della pietas per portare il visitatore a riflettere sulla poesia, il dramma e la potenza rappresentati della Passione di Cristo.
Questa mostra è arrivata al cuore di Medellín, città natale di Botero, durante la settimana di Pasqua del 2012, per i festeggiamenti per gli ottant’anni di vita dell’artista. In quell’occasione il pittore ha deciso di donare la serie al Museo di Antioquia che oggi la presenta per la prima volta postuma alla recentissima morte del Maestro.